domenica 23 dicembre 2007

Carissimo Dott. Vangi,

la sua provocazione è quanto mai attuale e al tempo stesso pone reali necessità di attenta riflessione.

Nell'ultimo quinquennio, effettivamente, la situazione di numerosissimi giovani, per la maggior parte anche in possesso di qualifiche e notevoli esperienze pregresse, è, sotto un profilo professionale, peggiorata se non meglio caduta in un baratro a dir poco vergognoso, per una Nazione che partecipa a vertici di rilevanza mondiale. Oggi spesso un “individuo” si ritrova spesso di fronte ad un bivio: “oziare” (prego mi sia consentito il termine, utilizzato in accezione polemica) o sottostare a meccanismi alquanto perversi che lo spingono ad accettare qualifiche e mansioni spesso poco appropriate al curriculum vitae personale.

Bisogna allora chiedersi: “Quali sono le priorità su un attento management aziendale dovrebbe focalizzare?”

Le campagne pubblicitarie ci assalgono: “Un azienda dove puoi sentirti a casa... un prodotto vicino alle tue aspettative...” Sicuramente tra i core business aziendali fattore di spicco è possibile annoverare l'esigenza di fidelizzare il proprio “pacco clienti”. Ma come può un'azienda motivare un personale per l'80% (in moltissimi casi) precario?

L'appartenenza ad un gruppo offre opportunità di crescita e forti stimoli a migliorare i propri skills professionali. “Quanto mi posso sentire addentrato nelle problematiche dell'azienda per cui lavoro se tra un mese il mio pseudo-contratto da tirocinante si risolverà?”

Forse questo è l'aspetto fondamentale su cui bisognerebbe cercare di lavorare e che maggiormente merita approfondimento di analisi. Concludo con la profonda convinzione che solo l'appartenenza ad una realtà aziendale possa offrire degli stimoli formativi e possa conferire maggiore performance.


Associazione Omega Puglia
Coordinatrice Area Eventi
Dott.ssa Claudia MADDALENA

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